Published research sleep report · Italian · original text

Pretending to die onstage while everyone ignores my performance

Anonymous research participant

Individual traits and experiences predict the content of dreams — public main-study data (2026) · derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 633 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 632

Siamo a una festa in campagna con [NAME1] e era una festa al buio, brutta tutta nera. Poi siamo in un autogrill e in questo autogrill ehm ci fermiamo a prendere un caffè ma poi non troviamo più la macchina. Allora poi io trovo, alla fine con difficoltà trovo la soluzione. E la soluzione è che mio padre ci darà una delle sue due macchine e una è una macchina sportiva. Allora, pensando, io dico "No, non quella sportiva, è meglio quell'altra che è una jeep" [MISS] troviamo più parcheggio. Poi tutto si trasforma ed è da lì che inizia veramente un vero e proprio film con anche degli attori, che sono morti ma che sono famosi. E a un certo punto io mi trasformo in una delle protagoniste. Uno è un uomo, una donna sono prigionieri di una specie di Barbablù, e poi c'è una torre e questa torre crollerà, ma nel crollare crolla su una famiglia di di ricchissimi Rom che poi vogliono far sposare la figlia a Barbablù, a quello che è il nostro carceriere. E io riesco a liberarmi ma sono ferita e allora vengono da soli tre cani, un cane molto piccolo, bianco e un cane grande a cui poi si aggiunge un altro cane. E tutti si mettono sopra di me per tenermi caldo. E questa cosa mi fa molto piacere, sono molto contenta. Poi siamo tutti in un teatro, stiamo recitando e c'è un regista ma di quello che si sta provando io non ho nessuna parte. Stanno provando delle scene e lì ci sono tutti i miei amici, quelli con cui ho fatto teatro e tutti hanno una parte. Anch'io ce l'ho, però non lo stiamo provando. La mia parte richiede che io sia sempre a distanza, cioè non al centro della scena. E c'è questo regista che assomiglia a Fellini e che ci dirige, dà disposizioni. E quindi il regista è sempre lui ma non è più teatrale, è un regista di cinema che dà le indicazioni ai macchinisti eccetera. E io mi sento un po' trascurata e siccome sono stanca poi mi fa anche male la testa da tutto questo lavoro. Perché ci sono i colori, ci sono i vestiti, ci sono le scene, ci sono i profumi, sento tante cose quindi sono stanca. E allora, ad un certo punto, anche se non c'entra niente con il personaggio, decido di morire, però muoio, o meglio recito la morte, ma nessuno mi caga, sono tutti per i fatti loro che chiacchierano e si dicono "Bello questo costume, bella questa scena, ah che bravo che sei stato". E io sono lì che faccio la morta e nessuno mi guarda. Allora cambio un po', però se sei morta non ti devi muovere, se sei morta non devi respirare, allora comincio a fare ehm gli esercizi ehm che facevo di rilassamento, che conosco per ehm respirare sempre più lentamente ma è difficile morire per finta. E quindi alla fine qualcuno si accorge che io sto facendo la morta "Ah sta facendo la morta!" strillano. E con gli occhi semichiusi guardo la faccia schifata del regista. E allora strillo "Basta, insomma, non si può tenere la morta per finta e poi io non lo so come si muore, perché il regista non me l'ha ancora detto come si muore". E io vado dal regista per chiedergli scusa, perché ho voluto morire senza sapere come si muore, perché ci vuole la tecnica, bisogna saperlo. Mentre sto parlando con lui arriva una delle tante ragazze con cui facevo teatro e ci interrompe. E lui le dice "No, guarda, sto parlando, non vedi che sto parlando con lei?". Allora il regista chiede un bicchiere d'acqua e una persona gli porta un bicchier d'acqua. Allora lui dice "Spostiamoci, qui c'è troppa gente e andiamo in una parte un po' più separata". Lui finisce di bere l'acqua, e io servilmente cerco di prendere il cabaret e il bicchiere. E lui dice "No, non devi fare". Allora arriva una specie di inserviente ehm uno di quei tanti addetti alla scena che prende il bicchiere che il regista nel frattempo aveva appoggiato a un tronco e porta via anche il cabaret. E noi cerchiamo di riprendere il discorso, io ho le lacrime agli occhi. Arriva un'altra ragazza molto carina, si chiama [NAME1], anche lei voleva dire qualcosa al regista. Allora io a quel punto mi arrabbio, sento la rabbia che mi cresce dentro e allora chiudo io il discorso dicendo "Mi scusi, le ho portato via già troppo tempo" e poi comincio ad arrabbiarmi perché dico "Io non lo posso più fare il teatro, perché sono anziana. Capite? Voi siete giovani, io ho sessantacinque anni, nessuna scuola mi prenderebbe perché sono anziana, prendono solo quelle giovani e carine, ma io il teatro non l'ho cominciato a fare quando avrei potuto farlo" e sono arrabbiata e poi si avvicina un'altra persona, un ragazzo, forse [NAME2], un mio caro amico, e mi dice "Ma perché parli così?" e io gli dico "Parlo così perché è vero". E lui mi dice "Ma no ma guarda ci ho pensato anche io tante volte" e io ho detto "Ma voi non capite" rivolgendomi agli altri che sono in gruppo e tutti stanno parlando e si fermano per ascoltarmi e io gli dico "Ma voi non capite che sarebbe questo il momento per fare un un bellissimo lavoro proprio su questo, perché gli anziani sono tanti e i giovani sono pochi".

Source & context

A deidentified Italian dream report from the public main-study dataset for Individual traits and experiences predict the content of dreams. The original researchers cleaned the transcript and replaced identifying details; their published text and bracket markers are preserved. This is a research report, not a Synastry community submission or a count of distinct people.

Valentina Elce, Giulio Bernardi and Giacomo Handjaras (2026), data release for Individual traits and experiences predict the content of dreams, Zenodo DOI 10.5281/zenodo.15230218, CC BY 4.0; anonymous participant dream report. Dataset creators are not the dreamers.

No individual dream date is supplied in this publication projection. The source release year is not a dream date.

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CC-BY-4.0 ↗

CC BY 4.0 applies to the original authors’ public data release. The study records written consent and deidentification. Dataset creators receive attribution, separate from the unnamed dreamer. Original released text is preserved; the story title and navigation themes are editorial additions.

Source locator and text provenance

derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 633 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 632

The original text and redactions are preserved. The page title is an editorial navigation label.

Exact released txt_cleaned string decoded from the public MATLAB MCOS UTF-16LE string array. Source researchers verified transcripts, redacted identifying names/places, pruned commentary and false starts/repetitions, normalized punctuation/spelling/regionalisms and spelled out numbers. No local prose edits, translation, trimming or new redaction; all released whitespace and [NAME]/[PLACE]/[INSTITUTION]/[MISS] markers retained.

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Content notes
  • Dream anxiety or peril
  • Non graphic dream injury
  • Dream loss or death
  • Source transcription gap

Connections in the Loom

Titles, theme labels, illustrations and map connections are editorial navigation aids. They are separate from the account’s words and do not establish connections between real people.