Published research sleep report · Italian · original text

A communal hotel, hidden drugs and a dangerous lift

Anonymous research participant

Individual traits and experiences predict the content of dreams — public main-study data (2026) · derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 913 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 912

Ero all'interno di un hotel, cioè praticamente era come se tutto il mondo, tutta l'umanità fosse relegata dentro un hotel, un hotel tutt'altro che di lusso: aveva più un aspetto di un garage, cioè dei parcheggi quelli sotterranei, chiaramente sempre buio, cioè quasi come se fosse sempre notte, cioè senza finestre senza luce solare, senza nulla di tutto ciò. Non ci sono proprio delle stanze, però in realtà la stanza non è altro che un un mega stanzone enorme dove ci sono cose come per esempio cinquanta sessanta letti tutti separati semplicemente da dei box, però in realtà ci sono i letti e l'armadio praticamente. Quindi in realtà è come se tutti vivessimo in un grande spazio comunicante condiviso, e praticamente c'erano allora una banda di bambini, un po' bulletti, e che in realtà non è che disturbassero me, semplicemente erano un po' bulletti; e poi c'erano, vabbè, la mia famiglia, e poi c'erano praticamente una ragazza e i suoi genitori. E praticamente io a un certo punto di questo mio soggiorno in questo hotel decido che voglio prendere della droga. Però praticamente quando arriva praticamente l'ora di andare a cena, io faccio per scendere insieme alla mia famiglia e insieme a tutte le persone con cui dovevo andare a cena, ma in realtà a un certo punto faccio una deviazione per prendere questo sacchetto che in realtà altro non è che tipo i sacchetti quelli cuki per il cibo dove dentro ci sono delle bustine, come le bustine di zucchero praticamente, e cioè questa busta era piuttosto ingombrante. E appunto io mi separo da tutti coloro che vanno a cena perché voglio andare a recuperare questa busta per portarla a nasconderla in camera, per nascondere la droga. Praticamente quello che succede è che quando recupero la droga, la metto dentro al giacchetto: io ero vestito con il mio solito giacchetto nero, solo che questa busta appunto era molto ingombrante, quindi io sembravo un po' deforme perché avevo sta roba che mi dava questa forma un po' strana. Ma improvvisamente l'hotel si riempie di guardie, non erano poliziotti, non erano neanche carabinieri, erano guardie giurate giudicando il loro outfit: insomma, si riempie comunque di persone che mi avrebbero potuto scoprire e arrestare chiaramente, sicché io ovviamente nonostante prima fossi molto tranquillo, in realtà alla vista di queste persone mi agito un po', però è un'agitazione un po' particolare perché non è che mi agito dandolo a vedere, cioè, sono là che che dico "ah, dovrei essere agitato", però non è che lo sono davvero. Pero', in realtà non ero davvero agitato. Riesco in maniera un po' rocambolesca a tornare in camera passando praticamente da tutta una serie di scale, di piani, di ascensori, perché appunto questa sorta di hotel molto strano è fatto in maniera molto strana a sua volta, solo che quando arrivo per nascondere la busta praticamente scopro che i genitori della bimba sono rimasti là e addirittura trovo lei a piangere. E io sono talmente impegnato nel nascondere la droga che in realtà lei mi dice perché sta piangendo, lei e il marito, però in realtà io è come se non li ascoltassi. Sicché in maniera un po' diciamo così, di basso profilo, cerco di nascondere la droga: senonché, mi trovo accanto la banda di bulletti di ragazzini, sicché dopo che riesco a nascondere la droga, saluto i genitori della bimba e mi dirigo verso l'ascensore per ritornare a cena e praticamente questa banda di bambini mi segue e viene in ascensore con me, quindi mi ritrovo in ascensore con tre di questi figlioletti più una ragazza adulta. Si entra in questa ascensore, e non riuscivamo a far partire l'ascensore, cioè praticamente le porte facevano per chiudersi ma poi si riaprivano, facevano per chiudersi ma poi si riaprivano, e quindi c'era un po' questa angoscia, e questa ragazza voleva cambiare ascensore. E io invece dicevo:"Ma no, ma chissene frega, vedrai che adesso parte, vedrai che adesso parte". E infatti poi alla fine sto ascensore parte. Insomma, non appena parte questo ascensore era come se l'ascensore non fosse chiuso, ma le pareti dell'ascensore avevano queste queste sorte di pannelli in plastica rigida, che quindi potevano essere mossi: quindi loro passano dietro il pannello, e mi cominciano a fare tutta una serie di versacci che io ovviamente vedevo, perché il pannello era trasparente, ma loro praticamente erano fuori dall'ascensore, cioè rischiavano di finire di sotto e quindi io in tutto questo ovviamente e anche questa ragazza, dicevo:"No ragazzi, è pericoloso. Tornate di qua, tornate di qua, tornate di qua". Per tutto il tempo mi sono sentito super tranquillo, io ero tranquillissimo.

Source & context

A deidentified Italian dream report from the public main-study dataset for Individual traits and experiences predict the content of dreams. The original researchers cleaned the transcript and replaced identifying details; their published text and bracket markers are preserved. This is a research report, not a Synastry community submission or a count of distinct people.

Valentina Elce, Giulio Bernardi and Giacomo Handjaras (2026), data release for Individual traits and experiences predict the content of dreams, Zenodo DOI 10.5281/zenodo.15230218, CC BY 4.0; anonymous participant dream report. Dataset creators are not the dreamers.

No individual dream date is supplied in this publication projection. The source release year is not a dream date.

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CC-BY-4.0 ↗

CC BY 4.0 applies to the original authors’ public data release. The study records written consent and deidentification. Dataset creators receive attribution, separate from the unnamed dreamer. Original released text is preserved; the story title and navigation themes are editorial additions.

Source locator and text provenance

derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 913 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 912

The original text and redactions are preserved. The page title is an editorial navigation label.

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Content notes
  • Drug references
  • Child peril
  • Confinement

Connections in the Loom

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