Published research sleep report · Italian · original text
My husband’s Saturday plans provoke a breakup before a drive down stairs
Anonymous research participant
Individual traits and experiences predict the content of dreams — public main-study data (2026) · derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 1158 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 1157
È ambientato a [PLACE1], con mio marito. E stavamo a [PLACE1], stavamo all'inizio a casa ma eravamo sposati: eravamo come adesso, il tempo era quello attuale. E io gli avevo chiesto quali erano i suoi programmi per il fine settimana, insomma, che così, a livello organizzativo ci stavamo dicendo il da farsi. E praticamente quando lui è arrivato alla giornata di sabato mi ha detto, insomma, alcuni impegni di lavoro, così, e poi alla fine, con nonchalance, cioè con la stessa naturalezza con cui mi aveva detto gli impegni precedenti, come se fosse la cosa più normale del mondo, ha aggiunto proprio come una lista della spesa: "concepimento con [NAME1]". Cioè al che io sono rimasta di stucco, ma lì per lì pensavo anche a uno scherzo, un po' così, di cattivo gusto. E praticamente questa [NAME1] gli era venuta in mente uhm che voleva un figlio. Non trovava con chi farlo e aveva chiesto a mio marito di farlo e mio marito, tra le cose del sabato da fare, aveva messo molto normalmente in programma anche il concepimento del figlio con [NAME1]. Ma senza dirmi niente, cioè nel senso che manco me l'aveva accennato. Se non fossi stata io a chiedergli i programmi del sabato, probabilmente manco mi avrebbe detto questa cosa. E dopo una prima fase di empasse in cui ancora pensavo che fosse uno scherzo, quando ho capito che invece la cosa era vera eh sono andata su tutte le furie ehm ho iniziato ad insultarlo e a picchiarlo, insomma. Eh cioè un lungo tempo di insulti e di botte. Lui sì, non si giustificava neanche più di tanto, cioè diceva che era una cosa così che non contava nulla ma non parlava più di tanto, perché più che altro quello che parlavo io, che sbraitavano, insomma, e dicevo una marea di parolacce, sempre quelle, insomma, che mi faceva schifo che era una merda e cose del genere. E si è spostato con le stesse parolacce, le stesse botte dalla situazione di casa a un bar per strada, un tavolino di un bar: stavamo seduti lì e continuavo a dirgli questi insulti e a picchiarlo e praticamente gli davo dei cazzotti, gli prendevo la pelle della faccia, gliela pizzicavo, gliela tiravo, gliela schiaffeggiavo. Gli facevo male ma non troppo, nel senso che anche se avevo bisogno di sfogare tutta la mia rabbia contro di lui, però non arrivavo fino in fondo, nel senso che non avrei potuto fargli estremamente più male, ma non glielo facevo. E poi ad un certo punto ho visto che comunque anche così, insomma, lui non è che mi ha mai detto: "Vabbè scusa, sono stato un cretino, non so come ho fatto a pensare una cosa del genere, non lo faccio" e insomma annullo tutto. Non è che ha ritrattato niente. E io gli ho detto: "Vabbè, è finita, ti lascio, vattene, prendi le tue cose e vattene via, è finita". E io mi sono alzata e sono andata a buttare l'immondizia. A un certo punto mi sono ritrovata per queste strade di [PLACE1] con in mano dell'immondizia tutta messa male, nel senso che un po' era sotto braccio un po' in mano, un po' mi cadeva, un po' in un sacchetto tutto mezzo aperto. E a un certo punto c'era una specie di borsetta di pelle, da signora. E ho messo questa immondizia, che tutto sommato non era tantissima come quantità, dentro questa borsetta e camminavo per le strade di [PLACE1] in mezzo la gente con una borsetta piena di immondizia, cercando di raggiungere il bidone dell'immondizia, appunto. Dopodiché, lui mi ha raggiunto, mio marito, mi ha raggiunto nella strada che portava ai bidoni e mi sono ritrovata in macchina con lui. E comunque non era cambiato nulla, nel senso che sempre che lo avevo lasciato, gli avevo detto di andarsene. Tant'è che nella mia mente avevo anche iniziato a ripercorrere i primi istanti della mia vita senza di lui, nel senso che mi vedevo proprio a terra, sul letto, abbandonata, depressa, senza la forza di alzarmi dal letto, che non mangiavo più, che mi dicevo: "Però devo cucinare perché c'ho due figli, devo cucinare per loro", ma anche questa cosa di avere due figli era un peso per me in quel momento, nel pensiero di quel momento: perché ero già proiettata al futuro senza di lui. E perché era un peso, perché mi avrebbero costretto, diciamo, a fare delle cose che io non volevo fare, perché io volevo solamente lasciarmi andare, non fare niente, lasciarmi morire su quel letto: mi immaginavo magra, anoressica, che non mangiavo più. Insomma, c'avevo tutte queste fantasie in mente e a un certo punto, stavo sempre in macchina con lui, questa macchina imbocca una strada, ma lui non si rende conto che non è una strada percorribile con la macchina, ma è una scalinata. Quindi tra tutta la gente che ci guarda con gli occhi sbarrati, scendiamo con la macchina questa lunghissima scalinata che c'ha anche delle curve, insomma, ma è molto larga e la mia paura è che oltretutto dopo questa pazzia insomma, alla fine della scalinata, visto che era pedonale, ci troviamo anche la strada con delle macchine parcheggiate davanti alla scala che non ci permettono neanche di uscire dalla scalinata per riprendere una strada normale. Invece, per fortuna, alla fine della scalinata, ci sono delle macchine parcheggiate, ma c'è anche un varco in cui possiamo uscire e riprendere una strada normale per le macchine, insomma.
Source & context
A deidentified Italian dream report from the public main-study dataset for Individual traits and experiences predict the content of dreams. The original researchers cleaned the transcript and replaced identifying details; their published text and bracket markers are preserved. This is a research report, not a Synastry community submission or a count of distinct people.
Valentina Elce, Giulio Bernardi and Giacomo Handjaras (2026), data release for Individual traits and experiences predict the content of dreams, Zenodo DOI 10.5281/zenodo.15230218, CC BY 4.0; anonymous participant dream report. Dataset creators are not the dreamers.
No individual dream date is supplied in this publication projection. The source release year is not a dream date.
CC BY 4.0 applies to the original authors’ public data release. The study records written consent and deidentification. Dataset creators receive attribution, separate from the unnamed dreamer. Original released text is preserved; the story title and navigation themes are editorial additions.
Source locator and text provenance
derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 1158 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 1157
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Content notes
- Domestic violence
- Relationship betrayal
- Suicidal imagery
- Eating disorder imagery
- Driving peril
- Strong language
Connections in the Loom
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