Published research sleep report · Italian · original text
The Unmarked Double-Decker Takes Us to the Airport
Anonymous research participant
Individual traits and experiences predict the content of dreams — public main-study data (2026) · derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 1410 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 1409
Sensazione di disagio anche un po' di spavento. Quasi panico. Ero a [PLACE1]. C'era una situazione come se fosse stata una gita con dei compagni del dottorato, dell'università. Eravamo un piccolo gruppo, però. E avevamo tipo un appuntamento ad una certa ora. Come se fosse stata una lezione, una presentazione di qualcosa, o un convegno al quale avremmo dovuto partecipare. La zona era una zona molto green, quindi era comunque in ambito urbano, insomma, era una zona abitata. E, tra una cosa e un'altra, parlavamo, parlavamo, parlavamo finché uno di noi diceva: "Saliamo su su questo pullman". Questo pullman, nonostante non avesse intestata, non avesse indicazioni, non avesse scritte, non avesse nulla, noi lo fermavamo con il gesto per fermare un autobus. E l'autobus si fermava, era un autobus rosso a due piani, tipico londinese, però senza indicazioni. E in realtà salivamo, era come se fosse un pullman che ci avrebbe portato lì tranquillamente. Salivamo. Man mano che procedevamo mi accorgevo che stavamo andando lontano, lontano, lontano. E ci addentravamo come se fosse in campagna. A un certo punto, vedevo addirittura, essendo il pullman comunque più alto di un pullman regolare, riuscivo a vedere anche le piante delle case, cioè la loro composizione, proprio come erano fatte. E una mi ricordava addirittura un'opera di Michelucci, di un architetto. E però eravamo in campagna [MISS]. Ma non è che il convegno fosse in piena campagna. Più che altro, siamo a [PLACE1]. A un certo punto, poi, mi ricordavo di una frase che il mio compagno di corso diceva che il suo advisor gli aveva detto che la mia idea di andare all'estero non poteva essere praticata. Questa roba ovviamente mi mandava in bestia. Quindi ritornavo su quel pensiero e dicevo: "Scusami, eh, ma innanzitutto, che te ne frega e che gliene frega?". E iniziava una discussione, nel senso, iniziava più una mia risposta a questa cosa. E facevo: "Sì, il tuo advisor ha detto questo, io andrò a [PLACE2], ma io non è che non posso sviluppare quello che voglio in futuro". E quindi iniziavo un po' un'argomentazione. Dietro di noi vedevo un ragazzo mulatto, che rimaneva un po' come sbalordito. Dietro di noi, in realtà, nei posti dietro di noi c'era tanta gente, c'erano tanti giovani. Vedevo che capivano che non eravamo del loro gruppo. Noi eravamo tipo tre, quattro, loro invece riempivano il resto dell'autobus. Però i primi posti davanti del piano superiore dell'autobus a due piani erano vuoti, quindi noi ci eravamo posizionati lì. Vedevo che comunque le facce erano come se fossero stranite. Allora io vedevo che quest'autobus a un certo punto si fermava in una strada addirittura bianca, dove c'era lo sterrato, ma dove c'era proprio la fermata dell'autobus. Mi giravo verso questo ragazzo mulatto e gli chiedevo: "Ma", chiedevo in inglese, "Scusate ma dove state andando? Dove sta andando quest'autobus?". E lui non ci sapeva rispondere. E io facevo: "Che lingue parli? Quale lingue capisci?". E lui diceva: "Italiano", quindi io capivo che questa persona capiva le nostre conversazioni e quindi riuscivo a motivarmi la sua faccia stranita nel momento in cui ascoltava un po' delle nostre conversazioni. Allora facevo: "Scusatemi, ma dove state andando?". "Noi stiamo andando all'[INSTITUTION1]". E rispondevo: "Come l'[INSTITUTION1]?". "Si, perché stiamo andando in aeroporto, perché siamo all'[INSTITUTION1], quindi dobbiamo andare dobbiamo andare lì". E e a me prendeva un coccolone, perché ovviamente noi dovevamo essere tipo a un orario preciso, che sarebbe stato tipo da lì a mezz'ora, a [PLACE1] a un convegno, a un evento che comunque ci avrebbe visto in partecipazione obbligatoria lì, dove eravamo tenuti ad esserci. Quindi situazione di panico e l'idea che ci saremmo arrivati con una macchina e con l'idea che prima o poi ci saremmo arrivati.
Source & context
A deidentified Italian dream report from the public main-study dataset for Individual traits and experiences predict the content of dreams. The original researchers cleaned the transcript and replaced identifying details; their published text and bracket markers are preserved. This is a research report, not a Synastry community submission or a count of distinct people.
Valentina Elce, Giulio Bernardi and Giacomo Handjaras (2026), data release for Individual traits and experiences predict the content of dreams, Zenodo DOI 10.5281/zenodo.15230218, CC BY 4.0; anonymous participant dream report. Dataset creators are not the dreamers.
No individual dream date is supplied in this publication projection. The source release year is not a dream date.
CC BY 4.0 applies to the original authors’ public data release. The study records written consent and deidentification. Dataset creators receive attribution, separate from the unnamed dreamer. Original released text is preserved; the story title and navigation themes are editorial additions.
Source locator and text provenance
derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 1410 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 1409
The original text and redactions are preserved. The page title is an editorial navigation label.
Exact released txt_cleaned string decoded from the public MATLAB MCOS UTF-16LE string array. Source researchers verified transcripts, redacted identifying names/places, pruned commentary and false starts/repetitions, normalized punctuation/spelling/regionalisms and spelled out numbers. No local prose edits, translation, trimming or new redaction; all released whitespace and [NAME]/[PLACE]/[INSTITUTION]/[MISS] markers retained.
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Content notes
- Dream anxiety or peril
- Source transcription gap
Connections in the Loom
Titles, theme labels, illustrations and map connections are editorial navigation aids. They are separate from the account’s words and do not establish connections between real people.