Published research sleep report · Italian · original text
Rescuing a dog and finding cactus plants during a zombie outbreak
Anonymous research participant
Individual traits and experiences predict the content of dreams — public main-study data (2026) · derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 655 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 654
Un'apocalisse, non era ancora apocalisse, però stava iniziando con gli zombie, la gente si risvegliava, dopo che era morta, dopo che la uccidevi. Non era strana, sembrava normale, soltanto voleva ehm mangiare le persone. Io mi ritrovavo con qualcuno uhm forse un'amica o un amico, in questa casa enorme abbandonata tipo un castello moderno però. E nel mentre cercavamo qualcosa, in realtà non sapevamo nemmeno cosa cercare. Non riuscivamo a muoverci dalla stanza, perché lì era sicuro e avevamo paura a buttarci. Durante il tragitto avevamo incontrato ehm tipo la mia amica [NAME1] che era dentro a un armadietto di metallo di vestiti e lì per lì sembrava morta. Era tutta incastrata, metà corpo fuori, metà corpo dentro e allora tipo io provo ad andare lì, provo a chiamarla e il mio amico uguale. Si sveglia, capisco che era uno zombie e allora cerchiamo di andare via. Cerchiamo di scappare, di mandarla via. Lei sembrava gentile, cercava di fare la normale, come se non ci fosse nulla di strano insomma. Ma [MISS] riusciamo a mandare via lei e andare via noi, che abbiamo cambiato stanza e eravamo al chiuso. Il soffitto era basso e avevo la sensazione di un animale enorme, che non riusciva nemmeno a stare dentro l'incrocio. Non so se avevo visto l'animale, però sapevo che c'era, che girava lì, era enorme. E avevo trovato un cane, era un boxer, un incrocio tra un boxer e un qualcos'altro, aveva il pelo grigio, con le chiazze bianche qua e là. E naturalmente gli animali non diventano zombie. Lui si era salvato, il suo padrone sapevo che nella vita era un cretino e l'aveva abbandonato lì, dopo che era diventato uno zombie. Io l'avevo preso e l'avevo portato a casa, gli davo da mangiare uhm gli riempivo ogni secondo la ciotola, faceva avanti e indietro perché aveva sempre fame, tremava, poverino. Andava lavato, era lozzissimo. Nel mentre, cioè intanto gli davo da mangiare e da bere e poi l'avrei lavato. Nel mentre che facevo avanti e indietro per portargli il mangiare e il bere dalla cucina alla sala. Nell'andata dalla sala alla cucina sulla destra c'era una gabbia con dei pulcini. Un pulcino e una gallina. Il pulcino tipo era agitatissimo, sembrava un cucciolo di di cane o di gatto, si agitava. E c'era tutto il mangime sparso, erano sopra un tavolino, una specie di banco. Uhm poi andando avanti, mi ritrovo di nuovo dentro quella casa lì e c'era [NAME2] che ci vediamo e entriamo insieme in casa e io non avevo voluto, perché naturalmente una volta che esci cioè una volta che entri in quella casa è difficilissimo uscirne. E anche [NAME2] mi aveva raggiunto e io stavo male perché volevo farlo andar via e basta. E non ci riuscivamo a incontrare subito, lui era da un'altra parte e mi premeva questa cosa visto che non era di fianco a me, per me era assurdo il fatto che non riuscivo a incontrarlo, insomma. Quindi lo chiamavo, gli mandavo i messaggi, ma niente. Poi uhm forse c'è stato un secondo o qualcosa del genere che eravamo insieme, eravamo dove l'entrata, dove l'ingresso della casa e lui poco prima aveva chiamato [NAME3], l'amico di [NAME2] e mio. Aveva chiamato [NAME3] dicendogli della situazione in cui era, ma non aveva specificato di non venire, per gli zombie. E quindi ci vediamo arrivare [NAME3], cerchiamo di chiamarlo facendo rumore, ma lui non si era accorto, eravamo anche a un centimetro da lui, eravamo nascosti dietro, naturalmente, ai muri, dietro a reti e cemento e lui appena si era avvicinato all'entrata non poteva più andar via, perché c'era tutta la fila e c'erano i guardiani che non ti facevano andar via una volta che arrivavi lì davanti al corridoio, insomma, dell'ingresso esterno. E naturalmente io stavo male per questa situazione, perché già c'ero io dentro, non riuscivo a uscire, poi c'era [NAME2], in più c'era anche [NAME3]. E poi mentre camminavo, in mezzo a questa atmosfera cupa, tenebrosa, come se ci fosse un po' anche di foschia e i colori predominanti erano il nero, grigio, il marrone, tutti colori scurissimi, soprattutto all'esterno era sempre buono, era sempre come se non esistesse il sole. E mentre camminavo, c'era la terra marrone, cammino [MISS] do dei calci a dei vasi che sono per terra lì e raccolgo dei vasi, delle piantine di piante grasse, c'erano cactus, c'erano altri vari tipi di piante grasse e contenta li faccio vedere a [NAME2]e decido di portarmene due a casa. Quello è stato carino, cioè in mezzo a lo schifo, ecco, che c'era, sono riuscita a trovare della vita. E una volta che poi dopo [NAME2] era dentro, io lo chiamavo e gli dicevo di andare, cioè avevo proprio questa sensazione orribile, cioè quasi come se fossi stata colpevole io di averlo fatto entrare, anche se io so che lo faceva per me. Però io stavo uscendo, stavo per uscire e lui era ancora dentro e io mi sentivo uno schifo, cioè il pensiero che lui era lì e io fuori, è difficile da spiegare ma è veramente forte. E poi il cane non stava bene già di suo e voleva tornare dal padrone, il cane era era dentro casa con noi e ad un certo punto suona il campanello e io dico "No, io non vado ad aprire", c'è questa proprio paura incredibile. Mando il cane ad aprire, apro la porta di casa, lui esce, va nel cancello, apre e si trova delle persone, non erano cani, persone simili a tipo indiani, sembravano di origine indiana che lo guardano e sorridono, parlano e il cane lì per lì era un po' impassibile. Poi insomma mi dicono che loro erano parenti del cane, erano fratelli, sorelle, genitori, zii, però erano parenti del cane e che lo avrebbero aspettato ehm in un posto che avevano detto. La più grande, la più anziana di questo gruppo qua viene da me e mi dice "vi siete scelti, si vede che lo tratti bene, sono contenta" e mi ha detto "Se vuoi venire con noi sei la benvenuta" e io ho cominciato a pensare, a dire "Ma eh, probabilmente magari sarebbe una bella esperienza andarmene via con loro però non lo so", mi sentivo ancora ancorata lì, in quella casa, perché in quel momento avevo da fare altre cose, avevo da concludere della cose, anche se probabilmente era soltanto una scusa per rimanere lì.
Source & context
A deidentified Italian dream report from the public main-study dataset for Individual traits and experiences predict the content of dreams. The original researchers cleaned the transcript and replaced identifying details; their published text and bracket markers are preserved. This is a research report, not a Synastry community submission or a count of distinct people.
Valentina Elce, Giulio Bernardi and Giacomo Handjaras (2026), data release for Individual traits and experiences predict the content of dreams, Zenodo DOI 10.5281/zenodo.15230218, CC BY 4.0; anonymous participant dream report. Dataset creators are not the dreamers.
No individual dream date is supplied in this publication projection. The source release year is not a dream date.
CC BY 4.0 applies to the original authors’ public data release. The study records written consent and deidentification. Dataset creators receive attribution, separate from the unnamed dreamer. Original released text is preserved; the story title and navigation themes are editorial additions.
Source locator and text provenance
derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 655 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 654
The original text and redactions are preserved. The page title is an editorial navigation label.
Exact released txt_cleaned string decoded from the public MATLAB MCOS UTF-16LE string array. Source researchers verified transcripts, redacted identifying names/places, pruned commentary and false starts/repetitions, normalized punctuation/spelling/regionalisms and spelled out numbers. No local prose edits, translation, trimming or new redaction; all released whitespace and [NAME]/[PLACE]/[INSTITUTION]/[MISS] markers retained.
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Content notes
- Dream anxiety or peril
- Dream loss or death
- Cannibalism threat in dream
- Source transcription gap
Connections in the Loom
Titles, theme labels, illustrations and map connections are editorial navigation aids. They are separate from the account’s words and do not establish connections between real people.