Published research sleep report · Italian · original text

Waking in a Tent Above the Athletics Track

Anonymous research participant

Individual traits and experiences predict the content of dreams — public main-study data (2026) · derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 1290 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 1289

Mi trovavo a casa, stavo preparando lo zaino per andare a fare un'escursione in montagna nella neve. Dimenticavo mezza roba, cioè avevo preparato lo zaino lì per lì ho detto vabbè:"la macchina fotografica non la porto in viaggio, faccio un viaggio leggero". Faccio: "al massimo col telefono con un altro marchingegno che si chiama Osmo". E però mi dimentico di mettere il cibo, e il guscio per il giacchetto e il guscio per lo zaino. Al che ho sentito il campanello suonare, apro la porta e c'era [NAME1], che lui è di [PLACE1] e ho fatto: "Ma come? ma sei qui?" e fa: "sì, andiamo insieme a fare questa escursione". Che bello. Insomma, sono contenta perché comunque dall'Everest che non vedo più [NAME1] quindi è da aprile dell'anno scorso. E ero contenta comunque di fare queste escursioni insieme a lui, e finivo di preparare lo zaino, poi a un certo punto li faccio: "Ma scusa, ma la tenda ce l'hai te o devo portare la mia?" "ma no, porta la tua". Quindi l'ho dimenticata anche quella e il sacco a pelo da mettere nello zaino e vabbè insomma, quindi si mette le ultime cose che mi ero dimenticata, tra l'altro lo zaino pesava tantissimo, e si va. E tra l'altro mamma era anche abbastanza arrabbiata perché lei aveva capito che si andava con la macchina, non con la mia macchina. E invece la mia la macchina aveva in mente di prenderla lei per portare la mia nonna, per portarla a fare una girata a [PLACE2], ma ho detto: "No, guarda ci serve a noi la macchina". E quindi alla fine si va con la mia, si decide di andare sull'Appennino e andiamo a parcheggiare la macchina a [PLACE3]. Si lascia la macchina nel parcheggio e non capisco come, praticamente dal momento che si scende dalla macchina al momento che si inizia la vera e propria salita sulla costa della montagna, diciamo che la parte del bosco che è quella più pallosa si salta automaticamente. Cioè nel momento che si scende e si fa un passo nel bosco ci troviamo direttamente sul fianco della montagna per salire, è quello un pochino più pericoloso, però vabbè, si fa piano piano. Si fa tra l'altro una montagna che c'ha dei dettagli particolari: come per esempio la salita sulla costa, una sassaia coperto di neve e quindi da fare comunque con ramponi e le picche. Quando arrivi in cima sulla cresta è molto sottile e molto stretta, quindi non è larga come cresta, però in cima c'è anche una specie di bivacco con una abbeveratoio per gli animali. Arriviamo in cima all'abbeveratoio e ci riusciamo, cioè ci beviamo un attimino perché comunque cerchiamo di risparmiare il più possibile l'acqua che c'abbiamo con noi nelle borracce, perché comunque l'escursione sarebbe durata dai dieci agli undici giorni. E andiamo su un cucuzzolo a montare una tendina che però questo cucuzzolo è anche un abbastanza riparato dal vento per via di un grosso masso che c'è in cima. Quindi mettiamo praticamente la tenda a ridosso del masso. Una volta montata la tenda andiamo dentro, mangiamo praticamente polpo e patate liofilizzato nelle bustine, scaldato con l'acqua appunto. Scaldato con la neve sciolta via, diciamo così. E niente, praticamente passano i giorni, noi facciamo delle escursioni, li nei dintorni. Io faccio delle foto con questo Osmo. Tra l'altro [NAME1] mi dice: "Guarda che peccato non hai portato la macchina fotografica, perché così le foto vengono tutte in bianco e nero!". E io ho detto.: "No ma guarda anche se avessi avuto la macchina fotografica sarebbe stato uguale perché questo è un sogno e io sogno in bianco e nero". E lui dice:"no ma che strano eh". "Ma guarda che ora, per l'appunto, sono seguita a una clinica del sonno e mi hanno dato queste cose". Le faccio vedere l'actigrafo, il registratore e gli dico quello che devo fare. E lui dice:"Ma guarda, guarda forte, guarda forte!". insomma, si va a dormire e mi risveglio nella tenda e non c'è [NAME2]. E boh, sarà andato magari in bagno fuori e ci può stare, magari sai con la privacy in una tenda con un'altra ragazza, insomma. E invece poi inizio, mentre resto lì, immobile nel sacco a pelo, a sentire la voce del mio allenatore di atletica. Strano, [NAME2] qui fin qua sulla montagna. Insomma, gli piace anche relativamente e invece apro praticamente la cerniera della tenda e mi trovo in cima agli spalti del campo scuola di [PLACE4]. E vedo vedo che c'è praticamente la gente che si sta allenando nel campo scuola di [PLACE4] e lì inizio a chiedermi ma come è possibile? Ero fino al momento di addormentarmi, ero in cima all'Appennino con con [NAME1]. Poi come ci sono arrivata qui? E nello stesso momento arrivava il custode del campo. Faccio: "Guarda [NAME3], scusami io, non so come sono finita qua, ero sull'Appennino mi sono accampata. Cioè ho aperto, mi son trovata accampata qui sopra, sulle gradinate. Fa: "Ah no, ma tranquilla ci sei arrivata stanotte perché t'hanno spazzato via là dall'Appennino e t'ha portata qui giù sul campo scuola. Non ti sei accorta di niente?". E ho fatto:"No guarda, stavo dormendo ma non mi sono accorta di niente!". "Accidenti, dormivi peso!". Vabbè strano, quindi praticamente esco dalla tenda, vado giù accanto alla buca del salto in lungo che è insomma, diciamo la zona di ritrovo mia e dei miei compagni di allenamento. E mi fanno:"Ah, ma finalmente sei arrivata!". E faccio: "Eh bimbi, ma è mattina eh, oggi è martedì, ma che ora è insomma? Che ore sono?". Dice:" Guarda che devi registrare!". Io ho fatto: "Come devo registrare?". "Ma sì, perché sono dopo le tre, te dopo le tre devi registrare". Ho fatto: "Come dopo le tre? ma quanto ho dormito?". Quindi guardo l'orologio, anzi no, prima guardo l'actigrafo che non so perché, era tipo un orologio e quindi mi diceva che erano le sedici e cinquantuno e io tutta impanicata: "ma come le sedici e cinquantuno?". Guardo l'orologio e mi dice che erano le sedici e quarantuno. Vabbè, sarò saranno rotti tutti e due, magari sballottata col vento da una parte all'altra, l'avrà sbattuti, si saranno rotti. Quindi chiedo a una signora che è li faccio:"Scusi signora, ma che ore sono?". "Le diciassette e zero otto". Quindi impanicata faccio subito la registrazione di quello che è successo, però non sapevo spiegare che cosa effettivamente era successo. E allora vabbè, dico che stavo dormendo, ero sull'Appennino ma mi sono svegliata al campo scuola. Immaginandomi la faccia che avrebbe fatto chi avrà dovuto ascoltare poi in futuro questa registrazione. Poi mi metto ad allenarmi e mentre sono lì che corro mi prendo una fitta fortissima al tendine d'Achille, casco all'indietro, praticamente prendo una botta per terra, però nell'istante in cui sbatto per terra mi sveglio nel letto.

Source & context

A deidentified Italian dream report from the public main-study dataset for Individual traits and experiences predict the content of dreams. The original researchers cleaned the transcript and replaced identifying details; their published text and bracket markers are preserved. This is a research report, not a Synastry community submission or a count of distinct people.

Valentina Elce, Giulio Bernardi and Giacomo Handjaras (2026), data release for Individual traits and experiences predict the content of dreams, Zenodo DOI 10.5281/zenodo.15230218, CC BY 4.0; anonymous participant dream report. Dataset creators are not the dreamers.

No individual dream date is supplied in this publication projection. The source release year is not a dream date.

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CC-BY-4.0 ↗

CC BY 4.0 applies to the original authors’ public data release. The study records written consent and deidentification. Dataset creators receive attribution, separate from the unnamed dreamer. Original released text is preserved; the story title and navigation themes are editorial additions.

Source locator and text provenance

derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 1290 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 1289

The original text and redactions are preserved. The page title is an editorial navigation label.

Exact released txt_cleaned string decoded from the public MATLAB MCOS UTF-16LE string array. Source researchers verified transcripts, redacted identifying names/places, pruned commentary and false starts/repetitions, normalized punctuation/spelling/regionalisms and spelled out numbers. No local prose edits, translation, trimming or new redaction; all released whitespace and [NAME]/[PLACE]/[INSTITUTION]/[MISS] markers retained.

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Content notes
  • Dream anxiety or peril
  • Lucid dream awareness
  • Awakening scene in dream
  • Non graphic dream injury

Connections in the Loom

Titles, theme labels, illustrations and map connections are editorial navigation aids. They are separate from the account’s words and do not establish connections between real people.