Published research sleep report · Italian · original text

The Hornet That Could Not Leave the Train

Anonymous research participant

Individual traits and experiences predict the content of dreams — public main-study data (2026) · derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 1408 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 1407

Io ero in bicicletta, stavo andando nella vecchia casa di famiglia, insomma, a [PLACE1]. E c'erano un sacco di piccioni. E io ero in bicicletta, stavo tornando a casa in bicicletta. Avevo una macchina che mi stava dietro, che rompeva le balle, perché ovviamente io andavo dove i piccioli non andavano. Quindi si spostavano proprio, non tanto a stormi, quanto più a sciami, sembravano delle api da quanto erano compatti. Comunque, mi avviavo verso casa in queste strade del paese, che comunque riconoscevo, anche se erano deserte. E io arrivavo, con la bici, davanti a questi giardini pubblici, davanti a casa mia. Non riconoscevo i palazzi, riconoscevo più le strade. E arrivavo in questi giardini dove con la bici percorrevo i percorsi all'interno di questi giardini. E tra l'altro avevo l'impressione anche di vedere il rettore, [NAME1]. E mi fermavo, perché non c'erano più animali, non c'erano più questi piccioni che rompevano le scatole. Era anche fastidioso, tutto il guano. E sentivo anche una sorta di odore. L'immagine del piccione lo associavo, quindi, a un odore sgradevole. Poi d'improvviso salivo su un treno con la bicicletta, con questa bicicletta che era una mountain bike. Quindi salivo su questo treno. Ero da solo, all'inizio, poi il vagone si riempiva. Io avevo la bicicletta, quindi comunque la dovevo parcheggiare nello spazio apposito sopra il treno. E quindi l'avevo lasciata come se fosse all'ingresso del treno, alla porta d'apertura del treno. E intanto il vagone si riempiva. Si riempiva di turisti, soprattutto americani e tedeschi, coppie e anche uomini di una certa età, brizzolati, con la solita pancia. Anche le camicie a maniche corte a quadri, pantaloni corti. Tenevamo i finestrini di questo vagone aperti, quindi tutti abbassati, erano tipo i finestrini che scorrono in su e giù. Quindi passava aria. Ma udivo un rumore, era come se fosse un ronzio continuo. Il treno partiva, tutti ormai avevano occupato i pochi posti che c'erano a sedere. E io quindi rimanevo in piedi. Rimanevo in piedi, anche un po' per controllare la bicicletta, che nel frattempo era chiusa nello scomparto vicino. D'improvviso, me la ritrovavo chiusa in uno scomparto, cioè io ipotizzavo che fuori da questo vagone ci fosse uno scomparto con la mia bicicletta. E intanto partivamo, sentivo che eravamo in questa lunga strada dritta, che però stava iniziando una curva. Sentivo ancora questo ronzio, non era un ronzio di macchina, ma era un ronzio animale. Praticamente era uno di quei mega calabroni che fanno paura, praticamente, che stava ronzando vicino a questo uomo, un americano con più o meno lo stesso stile di prima. E questo era un ronzio fastidioso, quindi provavo una sensazione di fastidio. Ma il fastidio poi era determinato dal fatto che, nonostante ci fosse il finestrino spalancato, aperto, questo calabrone stava sempre lì, ronzava sempre dentro il treno all'altezza davanti al finestrino aperto. Ma non riusciva ad uscire. E era come se fosse stato legato alla parete del vagone, proprio sopra la testa del signore che era seduto davanti al finestrino, come se fosse stato legato alla parete del treno con un piccolo cavetto. E come si avvicinava alla finestra, tornava indietro. E quindi tutti quanti eravamo anche un po' spaventati, perché sentivamo questo ronzio fortissimo, però non usciva e quindi era fastidioso. Poi, finalmente, il treno curvava, riusciva a curvare e questo calabrone non riusciva più a rientrare. Quindi, finalmente, era intrappolato fuori. Ovviamente non tiravamo su il finestrino, però non rientrava. Sensazioni di disturbo, ma anche curiosità. Non paura, ma proprio senso di fastidio.

Source & context

A deidentified Italian dream report from the public main-study dataset for Individual traits and experiences predict the content of dreams. The original researchers cleaned the transcript and replaced identifying details; their published text and bracket markers are preserved. This is a research report, not a Synastry community submission or a count of distinct people.

Valentina Elce, Giulio Bernardi and Giacomo Handjaras (2026), data release for Individual traits and experiences predict the content of dreams, Zenodo DOI 10.5281/zenodo.15230218, CC BY 4.0; anonymous participant dream report. Dataset creators are not the dreamers.

No individual dream date is supplied in this publication projection. The source release year is not a dream date.

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CC-BY-4.0 ↗

CC BY 4.0 applies to the original authors’ public data release. The study records written consent and deidentification. Dataset creators receive attribution, separate from the unnamed dreamer. Original released text is preserved; the story title and navigation themes are editorial additions.

Source locator and text provenance

derivatives/dataset1_dream_table_v20240430.mat, MATLAB table row 1408 (one-based), field txt_cleaned; MCOS string index 1407

The original text and redactions are preserved. The page title is an editorial navigation label.

Exact released txt_cleaned string decoded from the public MATLAB MCOS UTF-16LE string array. Source researchers verified transcripts, redacted identifying names/places, pruned commentary and false starts/repetitions, normalized punctuation/spelling/regionalisms and spelled out numbers. No local prose edits, translation, trimming or new redaction; all released whitespace and [NAME]/[PLACE]/[INSTITUTION]/[MISS] markers retained.

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